Diagnosticare l'endometriosi senza bisturi
PARIGI - Un test rapido e affidabile può permettere, senza ricorrere alla chirurgia, di diagnosticare l'endometriosi, una malattia ginecologica cronica. Questo è ciò che indicano due diversi studi pubblicati questa settimana.
Tra il 10% e il 15% delle donne in età fertile soffre di questa malattia in cui le cellule della mucosa uterina (il cosiddetto endometrio) si impiantano al di fuori dell’utero, per esempio sul peritoneo, nelle ovaie, nell’intestino o nella vescica. La malattia può portare alla sterilità, mestruazioni dolorose, dolori pelvici o durante un rapporto sessuale.
Oggigiorno, la diagnosi richiede un piccolo intervento chirurgico per prelevare, fuori dall’utero, le cellule responsabili di aver colonizzato altri organi.
Le equipe di Ian Fraser (Università di Sydney) e Moamar A-Jefout (Mu'tah University, Karak, Giordania) propongono un metodo più semplice e meno rischioso. Un campione di cellule prelevate direttamente dalla parete dell'utero stesso, passando per la vagina –e quindi senza ricorrere alla chirurgia-, potrebbe essere sufficienti per diagnosticare l'endometriosi.
Ricercare la presenza di fibre nervose in questo campione permetterebbe di individuare, con un’affidabilità di circa il 100%, l'esistenza di questa malattia, segnala la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE) in un comunicato.
Tre marcatori
In un altro studio, pubblicato online dalla rivista medica europea "Human Reproduction", ricercatori del Belgio e dell’Ungheria mostrano che la densità delle fibre nervose sull'endometrio delle donne che soffrono di endometriosi è 14 volte più elevato che nelle donne che non soffrono di questa malattia.
Identificare, grazie a tre marcatori diversi, la presenza di queste fibre nervose sulla parete dell’utero stesso permetterebbe dunque, secondo i ricercatori, di predire con un’affidabilità di quasi il100% la presenza di forme anche minime di endometriosi.
Il professore Thomas D'Hooghe (Coordinatore del centro di fertilità dell'Università di Lovanio, Belgio)prevede di pubblicare in settembre un nuovo studio che confermerebbe questi risultati. Ma anche se i rischi di un intervento chirurgico possono essere evitati per la diagnosi della malattia, la chirurgia resta invece necessaria per asportare le cellule dell’endometrio che colonizzano altri organi.