Le verruche genitali sono in genere forme di tumori benigni. Anche se sono contagiose, non invadono in modo preoccupante il corpo umano. La loro proliferazione resta limitata, diversamente dalle forme maligne di tumore che si espandono in modo incontrollabile coinvolgendo altri organi provocando forti dolori e la morte del soggetto colpito.
Tuttavia, è talvolta possibile che un’infezione prolungata, se non trattata, si trasformi in carcinoma (cancro), ragione per cui esistono dei vaccini come misura preventiva e dei farmaci per curare. Ciò è più complicato nelle persone con un sistema immunitario più debole (sieropositivi, persone affette da malattie autoimmuni, persone che hanno subito trapianti). In queste persone, infatti, le verruche genitali, normalmente benigne hanno la tendenza a trasformarsi più facilmente in carcinomi, perché i sottotipi responsabili delle verruche genitali sono spesso i HPV 16 o 18 (a rischio canceroso elevato).
Comunque, nelle donne colpite da verruche genitali, solo una minoranza svilupperà un cancro al collo dell'utero e dopo diversi anni di infezione. Ciò è dovuto all’interazione di diversi fattori, come l’ereditarietà, la carica virale, lo stato del sistema immunitario. È consigliabile sottoporsi a controlli regolari, in particolare per le donne.
Le verruche genitali sono molto contagiose per contatto, si parla di MST (malattia sessualmente trasmissibile). Il contagio per contatto sessuale è quindi il principale problema. Si tratta quindi di proteggersi in caso di relazioni sessuali con persone con verruche genitali. Ma il problema rimane il fatto che le verruche genitali non sono sempre visibili e talvolta sono asintomatiche e quindi non si pensa a proteggersi. In questo modo, secondo le statistiche, 1 persona su 3 (sessualmente attiva) verrebbe infettata da un HPV (Human Papillomavirus)
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